Nel mio tour straDegusto non poteva mancare naturalmente il passaggio nell’amata Sicilia. Ho soggiornato per un breve periodo nella città di Scicli, una delle perle del barocco della Val di Noto. Alla ricerca di specialità da degustare, mi sono recato al ristorante Al Galù, che mi è stato suggerito da un’amica foodblogger della zona. Il locale ha sede in un antico granaio tutto in pietra, con una sala ad archi a botte, un pavimento di pece nera e complementi d’arredo moderni. Lo chef Luca Giannone propone una cucina innovativa ma allo stesso tempo tradizionale utilizzando prodotti a chilometro zero. Al mio arrivo, Luca mi ha gentilmente concesso una sbirciata e qualche scatto in cucina, durante la preparazione delle specialità della casa, con mia grande soddisfazione.

 

Iniziando dal delizioso pane prodotto in casa, di tipo integrale, con farina di curcuma, al nero di seppia, al sesamo e chi più ne ha, più ne metta. Particolarità tra gli antipasti è “il cannolo a modo mio“, che chiaramente ho ordinato al volo; doppio assaggio con cannolo salato farcito con mousse di baccalà mantecato e fava di cacao accompagnato con crema di infuso di menta e quello vegetariano farcito con assoluto di mandorla Avolese e lenticchia soffiata accompagnato da pesto di rucola. Entrambi qualcosa di eccezionale, con un punto in più per quello con baccalà, che mi ha lasciato in festa il palato! A seguire ho chiesto un assaggio misto del crudo di mare e mi son dovuto tenere stretto alla sedia; dai gemberi rossi di Mazara con ricotta e liquirizia alle mazzancolle del mediterraneo con sale nero, lenticchia soffiata e pistacchio; dallo spaghetto di calamaro con capperi di salina e cipolla cruda al sashimi di branzino affumicato con verdura di stagionesolo per citarne alcuni. E da qui ho capito che questi ci sanno fare eccome, a partire dalla qualità dei prodotti, piatti e sapori che mi hanno spettinato dalla goduria.

Con sorpresa mi spunta dalla cucina una chicca dello chef da farmi assaggiare, col mio sorriso sempre più ampio si presenta al mio cospetto un piatto di N’Cucciatu (tipo di pasta fatta in casa) risottato con mandorla pizzuta avolese, zafferano di Giarratana , polpa di ricci di mare. Mi pare che il grado di illegalità di questo piatto sia evidente. Qualcosa che bisogna solo andare di persona ad assaggiare. Quindi bello carico e compiaciuto dalle crudità e dal N’cucciatu, ho puntato all’ombrina (simile a orata o branzino) su crema di patate e porcini abbrustoliti, il tutto affumicato con scoperchiata e fumata al tavolo! La totalità del gusto, il pesce talmente tenero da disfarsi con un soffio. Una forchettata insieme alla crema di patate e il fungo è da far rizzare il pelo sulla schiena, con il sapore affumicato che si percepisce senza eccesso, altro piatto che mi ha regalato attimi indimenticabili. Per chiudere con la nota dolce, una semplice crema di ricotta con granella di pistacchio e olio extravergine d’oliva, ebbene sì. Gradevole e non pesante, particolare e di effetto rinfrescante.

Al Galù ho trovato personale gentile, disponibile e attento al servizio, ma soprattutto piatti e cibo di alto livello, preparati con cura e passione dallo chef Luca, che ha creato una bella realtà e che spero di poter tornare a trovare in futuro. Per chi si trovasse a passare dalla meravigliosa Scicli, queste sono le dritte per assaporare qualche piatto diverso dal solito e di assolutà bontà.